Primavera 2013, campagna di Acquaviva delle Fonti
Le erbe cresciute in fretta già
si seccano.
La loro forza è il numero, il
vento non le attraversa, le accarezza.
Ondeggiano di piacere, di pollini
in viaggio, di giallo e argento.
Sul sentiero, resistenza marrone
della possibilità di passaggio, ti spiano buchi tondi.
Circondati da un ricamo di erbe
intrecciate, sono i nidi delle tarantole.
Se c'infili un ramo sottile e
lungo potresti sentire la presa del ragno.
Con forza attacca, afferra,
l'invasore.
Sfilando lentamente la tua esca
puoi portare la tarantola a seguirla, fuori.
E mentre la guardi con curiosità
e un po' di timore, sugli alberi laggiù maturano le prime ciliege.
le bellezze minime m'intrigano più dei grandi tramonti, dei paesaggi maestosi presi nell'insieme, dei monumenti ai caduti.
RispondiEliminagrazie per lo spazio e per la spinta creativa che sapervi mi da.
samuele
Bello, un piccolo momento descritto con poesia, un istantanea con sentimento.
RispondiEliminaA 16 anni mentre tornavo a casa la notte, vissi una situazione analoga, decine di lumache s'erano riversate sul sentiero dove "ti spiano buchi tondi", e la sensazione di vivere in quel momento un miracolo e' stata simile a quella provata nel leggere la tua poesia istantanea...con sentimento! Manu
RispondiEliminaEcco la bellezza quando è semplice e sembra che ti ascolti mentre racconta. Grazie Samuele.
RispondiEliminaMerita