mercoledì 26 giugno 2013

CU NOME DE Ddeje!


“Al nome di Dio è bene incominciare
Tutte le cose che l’uom viene a fare:
Intendi, figlio, se vuoi imparare.”
( Schiavo di Bari – “Dottrina”)

Agricoltori e pastori murgiani sono sempre stati in balia degli eventi naturali che potevano rendere proficua una giornata lavorativa o compromettere un’intera annata di raccolto o pascolo. L’uomo della Murgia non poteva, quindi, fare altro che affidarsi alla bontà della mano divina, iniziando la giornata lavorativa nel Nome di Dio.
Così, nel rispetto di questa tradizione, inauguriamo questa sezione con alcuni proverbi e detti che riguardano proprio il rapporto tra religione e vita lavorativa.


A cci crète, / Ddì prevetète.
A chi crede, Dio provvede.

La fatìche della fèste,
trase da la porte e ièsse da la fenèste.
La fatica della festa, entra dalla porta ed esce dalla finestra.
oppure
I arue spruète la ddì de la fèste
Assecchène.
Gli alberi potati nei giorni di festa seccano.
L’utile del lavoro eseguito nei giorni festivi è effimero e non Benedetto da Dio: bisogna santificare le feste.

Come Ddì te la manna,
te l’à da tenè.
Quello che Dio ti manda, accettalo come sua volontà.

Acquànne Criste vole
Fasce la vèsta nove.
Cristo premia sempre i meritevoli.

Disce Sandè Vastiàne:
<<Fatìche cucce ca mange pane>>.
Dice San Bastiano: <<Lavora con diligenza e mangerai pane.>>

Ce Ddi ricche te vole,
ricche te fèsce.
Se Dio ti vuole ricco, ricco ti fa diventare.

Ce jè ‘mbrièche, sèrve Ddi.
Chi è ubriaco serve Dio.
(battuta scherzosa che si rifà al rito della benedizione del pane e del vino).

Ce rit u venerdi’
Chiange la demè’nche.
Chi ride il venerdì piange la domenica. Chi non rispetta gli usi ed i sacrifici religiosi, non ne gode delle feste.

L’anème triste ne i vole ni’ u diàvule e manghe Criste
Le anime tristi non le vuole ne il diavolo e nemmeno Cristo. Rivolto alle persone cattive che spesso vivono a lungo.

Né ciuccie u màise de mèsce
Né fe’mene la semina sande.
Né asini il mese di Maggio né donne la settimana santa.
Gli uni non si toccano perché eccitati nel periodo di calore,
le seconde perché prese dai preparativi per le feste. O per voto di astinenza.

Conoscete altri proverbi o detti?

Giovanni Bellini

Bibliografia utile:
Carlucci – Fiore - Jolis “U mutte ce nan è minze jè tutte”, Ed. Altagusta, Altamura(BA), 1978;
A. Giovine, “Proverbi pugliesi”, A: Martello Editore, Milano, 1970.

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